Limone Piemonte, 700km

•9 Agosto, 2007 • Lascia un Commento

Aaaa la montagna! Il viaggio oggi mi ha iniziato a dare quella sensazione di libertà che avevo bisogno di provare! Sono partito da Spoleto in tarda mattinata e sono arrivato verso le sette e mezza a Limone Piemonte. Il tragitto è stato per lo più abbastanza tranquillo, minacciava pioggia ma ho preso solo poche gocce a Perugia, niente di particolare. Solo gli ultimi venti minuti, diciamo da fuori Cuneo fino alla meta, ha piovuto davvero parecchio, dannazione. Non mi sono messo l’antipioggia e sono arrivato stanco e bagnato, ma comunque mi aspettava la calorosa accoglienza di zio Pino :) . Il tragitto è stato abbastanza sereno, mi sono fermato a Serravalle dove ho iniziato a fare qualche scatto di prova: dall’autogrill sulla strada ho Alla prova con tecniche di panning!provato a raffinare la tecnica del panning, cioè seguire un soggetto in movimento e scattare a tempi non troppo veloci, in modo da avere il soggetto fisso e lo sfondo in movimento. Devo dire che i risultati sono stati confortanti, in alcune foto si riusciva persino a leggere il numero di targa. Peccato aver dovuto fare quasi tutta autostrada, soprattutto in Toscana sulla Firenze-Mare, perchè le sue campagne sono sempre bellissime, ma in autostrada anche quelle diventano noiose. Discreta la tratta fino a Genova, paesaggi appaganti, ma veramente notevole invece l’ultimo segmento da Genova a Cuneo, meraviglioso. D’altra parte pur essendo napoletano sono uomo di montagna, e la vista del verde mi rilassa e mi entusiasma.

Non venivo a Limone dal capodanno del 2000, quindi ho avuto qualche difficoltà a ritrovare l’albergo, ma alla fine mi sono detto “vai sempre in alto” e ci sono arrivato. Rivedere zio Pino è stato davvero bello, si atteggia tanto a montanaro ma sotto sotto è sempre molto napoletano, appena arrivato mi ha messo davanti un enorme piatto di pasta :) . La moto si è comportata perfettamente, 700 chilometri e due rifornimenti a 270km ognuno. Stanchezza nella norma, pensavo peggio giusto un po’ di bruciore agli occhi. La gola che ieri mi bruciava un po’ invece è ok. Una bella dormita nell’enorme morbidissimo letto mi farà tornare come nuovo.

PS: Anche oggi episodio memorabile in autostrada: a un certo punto in corsia di sorpasso mi sono trovato UNA CASSETTA DI FRUTTA! Mah, le strade italiane sono veramente uniche.

Spoleto…

•8 Agosto, 2007 • Lascia un Commento

Sempre qui a Spoleto, nella casa che è della mia famiglia da ormai undici generazioni. Domani partirò La Rocca Albornozianaper Limone Piemonte, a raggiungere Zio Pino prima di andare in Francia. Ieri ho aggiustato l’illuminazione del cruscotto, è bastato smontare il cupolino della strumentazione e montare le due lampadine che ho preso da un ricambista a Spoleto bassa, questione di una decina di minuti al massimo. Ieri sera io e Claudia siamo andati a fare un po’ hotspotting alla ricerca di una rete aperta e ne abbiamo trovata una proprio sotto all’arco di Druso, a venti secondi da casa. Io con il palmare e lei con il notebook, ci siamo appostati sotto alle scalette della chiesa di Sant’Ansano, nel buio, suscitando sguardi allorchè sospetti :)

Fa sempre un po’ male tornare a Spoleto, troppi, tanti ricordi di chi non c’è più, ma d’altra parte la vita va avanti, ed è bello che la casa, almeno ogni tanto, torni a vivere di nuovo, dopo il periodo buio degli ultimi due anni. I lavori sono quasi finiti, per fortuna, e devo dire che il risultato è incoraggiante. L’idea di trasferirmi qui mi solletica non poco… chissà, magari dopo il dottorato… un bel bed&breakfast, aria buona, ambiente sereno… certo, studiare tanti anni, laurearsi e addottorarsi per finire a curare un B&B non è il massimo, ma chissà, potrebbe anche rivelarsi compatibile con la ricerca universitaria. La moto è di nuovo carica e pronta a partire, domani mi aspetta una giornata tutto sommato lunga, 700km principalmente di noiosissima autostrada.

Napoli – Spoleto, circa 350km

•6 Agosto, 2007 • Lascia un Commento

Ed eccomi nella mia adorata Spoleto! Sono partito nel primo pomeriggio, con la moto in assetto da viaggio: borsa da serbatoio davanti, borsa sul sedile posteriore di Phoenix, tenda e materassino, tutto in due ragni e ben stretto, e con la borsa assicurata alla moto con una Pronto alla partenza sotto casa di French, notare i jeans stretti con spille da balia attorno alle caviglie per evitare il vento :)catena di sicurezza per evitare che qualcuno in autogrill smanetti con i bagagli. Nella borsa anteriore tutta l’attrezzatura fotografica e quanto di necessario in caso di pioggia, fortunatamente non ne ho presa.

Il viaggio è stato abbastanza tranquillo , ci ho messo circa 4 ore con una sosta di 20 minuti in autogrill, aspettando i miei genitori che arrivavano in macchina per andare anche loro a Spoleto. Papà mi ha offerto un pieno di benzina. La media Il cruscotto in assetto da viaggio. Si parte col contachilometri a 23461kmè stata regolare, sui 130 all’ora, il caldo più che sopportabile una volta lasciata Napoli. Dalla tangenziale lo spettacolo era praticamente apocalittico, il Vesuvio sembrava stesse eruttando vista la quantità di incendi sulle sue pendici. Davvero bella la Flaminia, larga, bell’asfalto, ottime curve, discrete pieghe, peccato solo per i molti camion. Per la serie la sfiga, si sono fulminate ben DUE lampadine del contachilometri, giustamente erano le uniche cose che da quando ho preso Phoenix non ho sostuito! In questi giorni a Spoleto cercherò di trovarne di ricambio, non dovrebbe essere difficile.

Ah, una cosa veramente assurda, di quelle che succedono solo sulle strade italiane. Sulla Napoli-Roma a un certo punto vedo un oggetto metallico sulla strada… lo evito con facilità, e mi accorgo che si tratta di una latta (una “buatta”, per dirlo in napoletano) senza etichetta. Dopo alcuni secondi ne vedo un’altra, questa volta che rotola e saltella, poi ancora una terza! Mi sposto sulla corsia di sorpasso e vedo in lontananza questo camion dal quale ogni tanto partono questi micidiali sassi luccicanti. Era un camion carico di scatolame, che evidentemente non era imballato bene (e mancava la telonatura!) e che disseminava scatolette assassine in caduta libera sulla A1. Non ho parole.

PS: Un plauso a ‘Tore il navigatore, che sulla Flaminia, a pochi minuti dall’arrivo, mi ha suonato negli auricolari sotto al casco le note di The End dei Doors… canzone azzeccatissima al momento giusto!

La vigilia

•5 Agosto, 2007 • Lascia un Commento

Domani è il grande giorno, la partenza. Negli ultimi giorni la mia vita è stata completamente assorbita dalla preparazione del viaggio, e non nascondo che ci sono momenti in cui provo scariche di terrore puro all’idea di cosa mi aspetta. Qualche mio amico non nasconde scetticismo, qualche altro mi spalleggia caricandomi, ma è abbastanza chiaro che quella che sto per fare è una discreta pazzia. Niente di nuovo, c’è un sacco di gente che fa questo genere di cose, ma per me ha un valore speciale. La paura va combattuta solo con la razionalità, la promessa a me stesso prima che ai miei cari di avere gli occhi sempre bene aperti alla strada, perchè gli idioti sono sempre dietro l’angolo. Sono preparato alle evenienze più disparate, il navigatore ha un backup in caso di problemi (ma non un backup della schea con le mappe, speriamo bene), la moto è tagliandata e attrezzata di tutto, il casco ha la visiera nuova, sono preparato al freddo e al caldo.

Oggi ho risolto l’ultima cosa che era rimasta in sospeso, una scheda WiFi per il palmare, in modo da potermi collegare all’estero e consultare meteo, mappe e indicazioni turistiche. Non sono riuscito a trovarla da nessuna parte se non su Ebay, quindi dopo un contatto con un venditore di Battipaglia, ho fatto giusto un veloce salto nel salernitano e sono andato a prenderla. Ho percorso 220km giusto per provare l’assetto della moto con le gomme nuove e i cuscinetti di sterzo stretti, e soprattutto per verificare che Phoenix sia pronta. Devo dire che la moto ha reagito più che bene, il sistema di ancoraggio del navigatore mi sembra solido.

Tornando è successa una cosa che mi ha un po’ inquietato, quasi stile presagio. In autostrada fuori Salerno poco più avanti di me vedo una Kawasaki Er-6 che prende la curva larga e impatta contro il guard rail sulla sinistra. Vedo la moto cadere e le macchine frenare per evitarla. Non si ferma nessuno. Fortunatamente era vicino a uno svincolo, quindi mi fermo sulle striscie bianche e vado in soccorso del motociclista. Lui miracolato, perchè senza protezioni ma solo in maglietta e pantaloncini si era solo grattugiato un po’ il ginocchio, e gli era uscita di sede una falange, subito ritornata in sede con un CLACK. L’ho aiutato a portare la moto dall’altro lato della strada (era in corsia di sorpasso), e l’ho calmato un po’, era visibilmente scosso. Ha chiamato un amico con un camioncino per riprendere la moto che pur non avendo subito molti danni non poteva camminare, mi ha ringraziato e sono ripartito, con l’ancor più netta conferma del fatto che non andrò mai in moto senza protezioni.

Domani mi aspetta la prima tappa verso la mia cara Spoleto.