Sono ad Amiens, dopo la giornata finora più difficile dell’intero viaggio. Ieri sera dopo cena mi sono intrattenuto a parlare con Daniel e un suo amico, due ragazzi inglesi in viaggio verso la Spagna. Dopo una pinta di birra a cena, Daniel me ne ha offerta un’altra. The next one is on me, ho fatto io, e dopo un po’ ho offerto io la terza. Abbiamo parlato di viaggio, di calcio, di fotografia, dopo di che mi ha fatto vedere il suo camper autocostruito a partire da un minivan, dove mi ha offerto un’altra birra. Non so con esattezza quante ne abbia bevute, fatto sta che ho avuto un hangover pazzesco. Ha piovuto tutta la sera e tutta la notte ininterrottamente, non ho chiuso occhio per timore che la tenda potesse cedere. L’acqua non è entrata, ma il rumore era insopportabile. Smontare tutto, caricare la moto sotto l’acqua e
ripartire con la testa che si rifiutava di collaborare è stato parecchio difficile, un po’ demoralizzante. Sotto alla pioggia, che per fortuna mi ha dato qualche ora di tregua, sono andato a Parigi, ma giusto per fare una passeggiata, riprendermi un po’, fare qualche foto a Phoenix davanti alla Tour Eiffel e all’Etoile, e prendere qualche souvenir. Sfortunatamente essendo Ferragosto ho trovato chiusi quasi tutti i negozi, quindi ho dovuto girare un bel po’ prima di trovare ciò che cercavo. Ho lasciato “all’italiana” la moto nel parcheggio sotto la Tour Montparnasse: non accettava due ruote, quindi mi sono buttato in uno dei parcheggi riservati alle aziende… la moto ci passava, l’ho un po’ nascosta perchè carica di bagagli, e sono andato a mangiare un boccone per cercare di riprendermi un po’ dalla nausea e dal mal di testa. Verso metà pomeriggio riparto. Cuffie
con mp3 in testa, itinerario pianificato, serbatoio pieno, mi dirigo sull’autostrada, non mancando di notare un autobus proveniente da Napoli… lacrimuccia. La lacrimuccia però si confonde con la dannata pioggerella che mi perseguita.
Con la destinazione impostata parto e faccio appena in tempo a guardare alla mia destra lo Stade de France che sento in cuffia una distorsione pazzesca. Il palmare è completamente bloccato. Lo resetto, ma quando lo avvio, il TomTom si rifiuta di partire: “Impossibile trovare le mappe”. Perdo un’ora a ripristinare il backup che avevo su scheda, ma la diagnosi lascia poche speranze. Ho capito che si è corrotto il filesystem della scheda SD dai nomi dei file delle mappe, rovinati, e dalla presenza di tre strani file di 800 mega l’uno (che da soli in teoria basterebbero a riempire la scheda). Mi sono collegato con il GPRS a Internet nella speranza di scaricare qualche tool di validazione della scheda, ma l’unica cosa che ho potuto fare è stata scaricare completamente il credito. Risultato, adesso non posso neanche ricevere telefonate. Fortunatamente adesso in albergo sono riuscito a fare una chiamata a carico del destinatario chiedendo a mio padre di ricaricarmi la scheda, ma la situazione non è delle migliori.
‘Tore mi ha abbandonato. Niente più strade, indicazioni, numeri, percorsi. Ho cercato una cartina, ma ne avevano solo della zona. Per la rabbia mi sono diretto a nord, verso Amiens, e mi sono diretto come una freccia verso la destinazione, con un dannato bisogno di un letto e di calma per affrontare il problema.
Ho corso, lo ammetto, spingendo Phoenix ai suoi limiti, ma non potevo rischiare di arrivare col buio, privo di indicazioni stradali. E poi dovevo sfogarmi. Sono arrivato ad Amiens e mi sono messo alla ricerca di un albergo, ho troppo bisogno di un letto. Ho trovato un Holiday Inn, stanza con idromassaggio, king size bed, tv satellitare con canali italiani, ho deciso di trattenermi due notti, devo davvero riposare. Domani cercherò di fare qualcosa per sistemare ‘Tore, la notte porterà consiglio.
Non mi pare vero di dormire in un comodo, enorme letto. Buona notte.










