Versailles – Parigi – Amiens, 150km. Il giorno più duro.

•15 Agosto, 2007 • Lascia un Commento

Sono ad Amiens, dopo la giornata finora più difficile dell’intero viaggio. Ieri sera dopo cena mi sono intrattenuto a parlare con Daniel e un suo amico, due ragazzi inglesi in viaggio verso la Spagna. Dopo una pinta di birra a cena, Daniel me ne ha offerta un’altra. The next one is on me, ho fatto io, e dopo un po’ ho offerto io la terza. Abbiamo parlato di viaggio, di calcio, di fotografia, dopo di che mi ha fatto vedere il suo camper autocostruito a partire da un minivan, dove mi ha offerto un’altra birra. Non so con esattezza quante ne abbia bevute, fatto sta che ho avuto un hangover pazzesco. Ha piovuto tutta la sera e tutta la notte ininterrottamente, non ho chiuso occhio per timore che la tenda potesse cedere. L’acqua non è entrata, ma il rumore era insopportabile. Smontare tutto, caricare la moto sotto l’acqua e Phoenix davanti alla Tour Eiffelripartire con la testa che si rifiutava di collaborare è stato parecchio difficile, un po’ demoralizzante. Sotto alla pioggia, che per fortuna mi ha dato qualche ora di tregua, sono andato a Parigi, ma giusto per fare una passeggiata, riprendermi un po’, fare qualche foto a Phoenix davanti alla Tour Eiffel e all’Etoile, e prendere qualche souvenir. Sfortunatamente essendo Ferragosto ho trovato chiusi quasi tutti i negozi, quindi ho dovuto girare un bel po’ prima di trovare ciò che cercavo. Ho lasciato “all’italiana” la moto nel parcheggio sotto la Tour Montparnasse: non accettava due ruote, quindi mi sono buttato in uno dei parcheggi riservati alle aziende… la moto ci passava, l’ho un po’ nascosta perchè carica di bagagli, e sono andato a mangiare un boccone per cercare di riprendermi un po’ dalla nausea e dal mal di testa. Verso metà pomeriggio riparto. CuffieDavanti all’Arco di Trionfo all’Etoile con mp3 in testa, itinerario pianificato, serbatoio pieno, mi dirigo sull’autostrada, non mancando di notare un autobus proveniente da Napoli… lacrimuccia. La lacrimuccia però si confonde con la dannata pioggerella che mi perseguita.

Con la destinazione impostata parto e faccio appena in tempo a guardare alla mia destra lo Stade de France che sento in cuffia una distorsione pazzesca. Il palmare è completamente bloccato. Lo resetto, ma quando lo avvio, il TomTom si rifiuta di partire: “Impossibile trovare le mappe”. Perdo un’ora a ripristinare il backup che avevo su scheda, ma la diagnosi lascia poche speranze. Ho capito che si è corrotto il filesystem della scheda SD dai nomi dei file delle mappe, rovinati, e dalla presenza di tre strani file di 800 mega l’uno (che da soli in teoria basterebbero a riempire la scheda). Mi sono collegato con il GPRS a Internet nella speranza di scaricare qualche tool di validazione della scheda, ma l’unica cosa che ho potuto fare è stata scaricare completamente il credito. Risultato, adesso non posso neanche ricevere telefonate. Fortunatamente adesso in albergo sono riuscito a fare una chiamata a carico del destinatario chiedendo a mio padre di ricaricarmi la scheda, ma la situazione non è delle migliori.

‘Tore mi ha abbandonato. Niente più strade, indicazioni, numeri, percorsi. Ho cercato una cartina, ma ne avevano solo della zona. Per la rabbia mi sono diretto a nord, verso Amiens, e mi sono diretto come una freccia verso la destinazione, con un dannato bisogno di un letto e di calma per affrontare il problema.

Ho corso, lo ammetto, spingendo Phoenix ai suoi limiti, ma non potevo rischiare di arrivare col buio, privo di indicazioni stradali. E poi dovevo sfogarmi. Sono arrivato ad Amiens e mi sono messo alla ricerca di un albergo, ho troppo bisogno di un letto. Ho trovato un Holiday Inn, stanza con idromassaggio, king size bed, tv satellitare con canali italiani, ho deciso di trattenermi due notti, devo davvero riposare. Domani cercherò di fare qualcosa per sistemare ‘Tore, la notte porterà consiglio.

Non mi pare vero di dormire in un comodo, enorme letto. Buona notte.

Per la serie… un euro è mille lire… (Versailles)

•14 Agosto, 2007 • Lascia un Commento

…e anche io posso finalmente dire che la Reggia di Caserta è più bella di Versailles!

Ma andiamo con ordine. Appena arrivato mi accorgo che la fila per fare i biglietti si assesta sulle 2 ore e mezza circa di ordinata e tremenda attesa. Dal momento che da qualche giorno ho capito che “un impegno concreto: fregare i francesi” è una massima di tutto rispetto, come si dice nei salotti bene di Napoli, agg fatt’o piezz. Mi sono tutto bellino presentato all’ingresso con le tessere universitarie (rigorosamente scadute), dicendo di essere studente d’arte (in un certo senso lo sono, considerando le arti visive, quindi non è che ho mentito, solo che non avevo la prova). Una è quella della Federico II, una del Suor Orsola Benincasa, che però mancavano della dicitura “artistica” necessaria per non fare il biglietto ed entrare free. Avevo con me però anche la tessera dell’Edisu (scaduta) che usavo per la mensa. Questa scheda è unica per la Federico II, per il Suor Orsola e per l’Accademia di Belle Arti. Ai francesi quello che bastava era che ci fosse scritto “arte” da qualche parte, quindi quello che ho fatto è stato mostrare le due tessere universitarie, quella dell’Edisu, e far credere che l’Accademia di Belle Arti fosse una diretta conseguenza delle prime due. Liscio come l’olio, non ho fatto la fila e mi sono girato tutta Versailles a gratis :P .

L’impressione che ho avuto dal Palazzo Reale è stata abbastanza blanda, mite, non mi ha colpito per alcun motivo particolare. Lo sfarzo dopo un po’ stanca, l’ostentazione estrema diventa la più sterile delle mostrazioni. E comunque non so perchè, ma il luogo di questo genere che più mi ha colpito resta la Sala degli Specchi del vanvitellano Palazzo Doria D’Angri a Napoli. Ho fatto foto turistiche molto controvoglia, giusto da far vedere a casa, d’altra parte girare per quelle stanze mi ha fatto pensare che la bellezza estetica che io cerco non è nel costruito, benchè mirabile, ma nel nascosto, in ciò che va scoperto e rivelato.

Sto bene, penso molto, e il viaggio inizia a farmi capire molte cose, cosa cerco, di cosa ho bisogno. Natura o cultura? Ho capito che mi entusiasma di più ciò che nasce e si evolve spontaneamente piuttosto di quello che fa l’uomo. Guardo le foto della chiesa di Troyes e penso che forse non mi piace la chiesa stessa, ma la luce che ne attraversa le vetrate. Nel modo costruito dall’uomo, ovviamente, ma è la luce la protagonista. Tra natura e cultura scelgo la natura. Per carità, questa affermazione ha i suoi limiti, ma mi ha emozionato di più la vista improvvisa della cascata sulle Alpi Marittime che la ricchezza di Versailles. La felicità di vedere uno scoiattolo arrampicarsi su un albero nel boschetto è maggiore del vedere la pacchianissima stanza da letto del Re Sole. Tutti guardano il letto, le stanze personali, il trono, e fanno tante foto perchè ricercano il privato, non le virtù, si concentrano sul simbolo, non sull’uomo. Quegli oggetti stanno lì. Basta pagare per vederle. Ma la fragolina di bosco che mio zio ha colto per me in montagna? Una stella alpina? I soldi non bastano. Il mio entusiasmo, l’ho capito, è altrove.

A ogni modo speravo di riposare un po’, oggi, visto che inizio ad avvertire un po’ di stanchezza, ma non solo ho camminato l’intero giorno, ho anche dovuto spostare la tenda in un’altra piazzola perchè il camping è strapieno. Nel frattempo ha iniziato a piovere e credo proprio che non smetterà, qua sono cazzi. Spero solo di non dover dormire avvolto dall’antipioggia (o da qualche sacco della munnezza) per evitare l’acqua. Tenda, resisti.

Da Troyes a Versailles… 185km

•13 Agosto, 2007 • Lascia un Commento

Eccomi nella capitale! Stamattina ho riposato un po’, mi sono svegliato in orario decente, ha piovuto tutta la notte, la tenda ha resistito, ma il rumore della pioggia che tamburella sulla tela è insopportabile. In mattinata presto ha smesso e mi sono riaddormentato, per poi andare a fare un bel giro per Troyes, capitale della Champagne, che devo dire ho trovato deliziosa. Tutte casette basse di legno, un villaggio medievale perfettamente conservato, e soprattutto ho finalmente il tanto atteso incontro con il vero gotico, con le sue molte chiese e in particolare la cattedrale, davvero magnifica. Ho visitato il museo di arte moderna, non ricchissimo ma che ha comunque opere, seppur minori, di Matisse, Cézanne, Picasso, Delacroix (mast’e'fest al Louvre) e soprattutto Modigliani.

Prima di partire per Versailles, MIRACOLO! L’antifurto elettronico di Phoenix, che ho montato poco prima di partire, improvvisamente riconosce la freccia lasciata accesa e avverte, e soprattutto funziona l’attivazione delle 4 frecce, che prima non andava. Non capisco cosa possa aver sbloccato queste due funzioni, ma tant’è.

Per strada mi sono fermato nella cittadina medievale di Provins, la cui pianta e struttura è davvero esemplare. In alto la torre (la Tour César), la cittadella, e via via scendendo, il paese. A Provins ho anche avuto modo di visitare (e, benchè fosse vietato, fotografare, ma senza flash) i sotterranei di cui si parla anche nel Pendolo di Foucault. Una ragnatela di oscuri cunicoli si estende infatti sotto la città, ed era luogo di incontri segreti di templari e massoni. Le pareti sono ricche di segni di derivazione massonica e l’atmosfera che si respira trasuda un’aria di mistero che le guide francesi non dimenticano di sottolineare.

Durante il tragitto, nella serenità della campagne francesi a un certo punto dal nulla si è materializzata una visione impressionante… una centrale nucleare sulla riva della Senna! Non ne avevo mai vista una, la strada ci passava abbastanza vicino e devo dire che la dimensione delle torri di raffreddamento è inquietante, almeno 150 metri di altezza, larghissime, con enormi nuvole di vapore bianchissimo. (Nota a posteriori: la centrale è quella di Nogent, a Nogent-sur-Seine, le torri sono alte 165 metri ognuna, si trova a circa 60km da Parigi e rifornisce con i suoi due reattori, ognuno da 1300Mw, la regione dell’Île-de-France).

Phoenix si sta comportando davvero benissimo, oggi ho fatto 330km di andature svelte senza entrare in riserva! Il campeggio è davvero molto bello e molto ben attrezzato (e ci credo, costa tre volte più del primo in cui sono stato! D’altra parte siamo a Versailles…

In giro per la Francia… Dijon, Troyes… 350km

•12 Agosto, 2007 • Lascia un Commento

La notte in tenda devo dire è stata più confortevole del previsto. Non ho affatto sofferto il freddo, anzi, la mattina la tenda era caldissima con un piacevole e occasionale refolo d’aria dalla zanzariera piccola in cima all’igloo. Quello che invece non si poteva sopportare era il pianto dei bambini dei “vicini di casa”, che hanno ben pensato di attaccare alle 7.

Villars les Dombes è una zona di birdwatching, complice anche il grande parco naturale lì vicino, quindi in mattinata sono andato un po’ girando per provare a fare qualche foto. Ho avvistato un airone cinereo (che tra l’altro è uno dei possibili volatili a fare da controparte reale alla mitica Fenice… Phoenix avrà gradito), sfortunatamente lontanuccio e risultato un po’ piccolo in foto. Quella che è venuta veramente bene invece è stata la bellissima cicogna immortalata nel suo nido. Non aveva alcun contrassegno visibile e nessun anello sulle zampe, quindi presumo non sia d’allevamento!

In giornata sono ripartito con destinazione Dijon, sempre per per le campagne francesi. Anche questo è stato un tratto davvero bello, il panorama inizia a essere quello dei paesini medievali sulla Senna, dei campi di girasole, delle più tradizionali atmosfere campestri. Sono arrivato a Digione, ma anche in questo caso la cittadina non mi ha detto moltissimo… sarà che i miei occhi cercano visioni più discrete e meno celebrative… e sono ripartito alla volta di Troyes. Ripartire subito è stato un po’ stancante, colpa anche della pioggerella che mi ha sorpreso nel pomeriggio, che mi ha rovinato una bella strada piena di curve. Dulcis in fundo, a un certo punto una vespa o un’ape si è INFILATA SOTTO AL CASCO!! Il risultato è stata una bella puntura sul mento… poteva andare peggio, ma quanto brucia!

Ho pensato di cambiare itinerario, e di girare a ovest verso Parigi anzichè continuare a salire verso il Lussemburgo, come era nei piani originari. Non ho mai visitato il Palazzo Reale, e credo che sceglierò questa strada al posto dei castelli lussemburghesi.

Il campeggio dove mi sono piazzato non è malvagio, molto più grande del precedente ma più cittadino, il che vuol dire meno morbida erba sotto il materassino. Buona notte.

Limone Piemonte – Lione – Villars les Dombes. circa 400km

•11 Agosto, 2007 • Lascia un Commento

Sono in Francia! La giornata di oggi è stata veramente memorabile. Mi sono incontrato con Enzo in mattinata… non lo vedevo da parecchi anni! Che dire, Enzuccio, hai messo qualche chilo eh? L’ex-Nunziatella si è presentato con la sua Honda VTR 1000 rossa, un bel bestione bicilindrico da mille di cilindrata (il doppio della mia!) e 120 cavalli (il doppio dei miei!), ma devo dire che non gli danno alla testa, che mantiene al suo posto, cioè sul collo (cit.).  Dopo un bel caffè ci siamo salutati, lui è tornato a Mondovì e io mi sono diretto verso il passo della Maddalena Argentera, dove posso tranquillamente affermare di non aver mai visto luoghi più belli e strade più appaganti. La salita sul colle è stata veloce e divertente, l’ho percorsa assieme ad altri motociclisti fino ad arrivare alla sommità e al confine. Qui purtroppo la borsa da serbatoio Givi, NUOVA, ha ceduto: s’è strappata la cucitura dell’estensione, facendomi perdere circa 10 litri di carico che ho dovuto spostare nel bagaglio nel ragno. Questa cosa mi ha innervosito un po’ perchè il mio bagaglio era stato composto in stile Tetris, e ora la borsa mi serve praticamente solo per la macchina fotografica e poca altra roba. Il nervoso mi è comunque passato quasi subito dopo aver continuato a vedere paesaggi maestosi e imponenti. Percorrendo la valle, sulla sinistra un fiume, sulla destra uno scosceso pendìo roccioso, a un certo punto è apparsa dalla cima un’altissima e prepotente cascata che eplodeva letteralmente dalla roccia a oltre duemila metri d’altezza. Sono rimasto almeno un quarto d’ora ad ammirare. e ovviamente a fotografare, quello spettacolo.

Valli, fiumi, cascate, montagne… finchè dopo una curva si è mostrato in tutta la sua magnificenza il ghiacciaio dell’Argentera: la cornice verde attorno alla montagna azzurra è una delle immagini che sicuramente mi resteranno più impresse in questo viaggio. Proseguendo sono passato per la Val d’Isere dove sono stato tentato dal provare a cimentarmi col rafting, ma purtroppo il tempo non me lo consentiva, e mi sono allontanato dalle Alpi Marittime scendendo verso le pianure francesi. Ho deciso di evitare le autostrade e godermi le tratte provinciali, tanto nessuno mi corre dietro e ho la massima autonomia.

Ho raggiunto Lione in tardo pomeriggio, ma dopo un breve giro per la città vecchia non mi sono sentito ispirato e sono andato avanti, per fermarmi in un paesino di provincia, Villars les Dombes. Mi sono fermato in un campeggio davvero molto carino, piccolo, immerso nel verde, con il laghetto, i cavalli e la piscina. Il costo è davvero irrisorio, 10 euro a notte compresi 4 euro di card per 24 ore di collegamento wireless!

Appena arrivato mi sono dedicato alla tenda. Devo dire la verità non ci ho messo niente, la mia mente tirava fuori reminescenze narrative di Paperino alle prese con la canadese finendo a dormire sotto i ponti, e invece la cosa è filata liscia. Anche il picchettaggio è stato tranquillo, in pochi minuti la tenda era pronta. ancorata al terreno e tutto sommato confortevole. In serata sono andato in paese a mangiare un boccone, per poi tornare e godermi, felice, il meritato riposo.

A 2000 metri, dai forti alla marmottina!

•10 Agosto, 2007 • Lascia un Commento

Stamattina, dopo una fresca sveglia con tanto di spruzzatina di neve, sono andato con zio in fuoristrada in gita sui duemila metri, scendendo poi per il versante francese. Siamo saliti prima per l’antica via del sale, una strada che d’inverno si nasconde sotto le piste da sci e che porta ai forti ottocenteschi al confine tra Italia e Francia. E’ la strada nella quale Beppe Grillo ebbe il famigerato incidente con il fuoristrada in cui morirono tre persone (che mio zio conosceva, tra l’altro), e per il quale fu condannato per omicidio colposo (adesso che ho scritto “Beppe Grillo” nel blog questo post salirà improvvisamente e automaticamente in alto nei rating, eh?).

Dopo la visita ai forti e qualche foto di rito, ci taglia la strada una meravigliosa marmottina! Era piccola piccola e scura, un cucciolo. Infotografabile. Poco più avanti però ne scorgo un’altra a distanza, che stava beatamente godandosi l’aria fresca. Dico a mio zio di fermarsi, monto rapidamente il 300mm su Guendalina, e scendo. Con movimenti calmi mi apposto dietro a una siepe e punto la marmottina.. click! Immortalata! La scampagnata prosegue sul versante francese fino al lago di Casterino, da lì al lago delle Meches, e poi a Briga, dove tra un fiume e una valle è spuntato davanti agli occhi un bellissimo mulino del ‘400 perfettamente conservato, con annessa fabbrica di mattoni rossi quasi mimetizzata nel verde.

Nel pomeriggio ho preso la moto e ho fatto lo stesso percorso per fare qualche altra foto a Phoenix a duemila metri, e sono sceso nei dintorni, in paese e a Vernante. Che belle curve, i tornanti prima di Limone sono veramente notevoli! La zona è piena di motociclisti che ricambiano onorevolmente il saluto :)

Domattina si riparte, destinazione Francia. Ho appuntamento con Enzo alla frontiera per fare assieme in moto un pezzo di strada.