I preparativi
Partire per un viaggio di cinquemila chilometri in solitaria, per quanto lo spirito possa essere quello dell’avventura, non è una cosa cui pensare con superficialità. Anche il più semplice degli imprevisti può a volte rivelarsi complicatissimo da risolvere in considerazione del fatto che si è da soli, e in un paese straniero.
Per quanto sia stato un progetto folle, la follia va ben preparata cercando di immaginare oltre ogni ragionevole dubbio cosa potrà capitare in tanti chilometri di moto nella migliore, ma anche nella peggiore, delle ipotesi.
Il primo aspetto da considerare è la salute, e di conseguenza il meteo, per evitare di beccarsi raffreddori, influenze etc. Quindi tanto per cominciare in borsa troveranno posto un po’ di medicinali di base: Aspirina, Tachipirina, antibiotici generici, anti-infiammatori tipo Aulin, Maalox per i bruciori di stomaco, antispasmodici come Spasmex, Tantum Verde per la gola, qualcosa per combattere eventuali attacchi gastrointestinali (digestivi, anti-dissenterie e antibatterici), pomate cortisoniche per irritazioni e punture d’insetti, disinfettante e, ovviamente, cerotti.
Va poi considerato il meteo: la più basilare dotazione comprende un abbigliamento antipioggia completo, dalle scarpe alla testa, è assolutamente fondamentale perchè in un lungo viaggio qualche acquazzone è certezza. Io ho portato un completo della Tucano composto da copriscarpe, copripantaloni e giubbino impermeabile. Ma oltre alla pioggia vanno considerati anche i repentini salti di temperatura delle zone più a nord e della montagna, quindi anche se è agosto in valigia non deve mancare un paio di calzamaglie, guanti invernali, collare di lana, sottocasco di paille, pullover di lana e maglie a maniche lunghe. Sempre sul fronte del vestiario, un abbigliamento motociclistico è fondamentale: giubbotto con protezioni, casco integrale o modulare, guanti con protezioni. Per i pantaloni io ho
preferito viaggiare leggero, tuttavia quelli tecnici sono preferibili. Non deve assolutamente mancare una fascia elastica proteggischiena con bacchette verticali rigide, e se il viaggio si prevede lungo, un bel cuscinetto di quelli con valvola da mettere sotto alle chiappe. Attenzione, non quelli che si gonfiano che si romperebbero subito, ma di quelli che hanno una certa pressione interna e che “respirano” con una valvola, o di quelli a gel, purchè ben resistenti. Si trovano dai ricambisti auto o negli autogrill.
Per ogni evenienza non deve mancare poi un paio di forbicine, coltellino, ago e filo, un coltellino svizzero multiuso di qualità come un classico Victorinox va più che bene, io ho portato con me una Victorinox card con forbici, coltellino, punteruolo, pinzetta, lima etc. Non deve mancare infine dello spago (per stendere il bucato ma anche per eventuali altre necessità), del fil di ferro, una torcia, una seconda chiave di avviamento della moto da tenere in luogo sicuro (voglio vedervi a 2mila km di distanza a smanettare con i fili d’avviamento e
partire col contatto perchè v’è caduta la chiave in un tombino!), un navigatore o delle mappe dettagliate con le indicazioni, se non avete prenotato (ed è bene non farlo perchè viaggiando in moto i tempi sono sempre molto relativi e variabili), di hotel, campeggi, ostelli, bed&breakfast, un taccuino o meglio un diario per appuntare tappe e pensieri. Infine per quanto riguarda il vil denaro, una discreta quantità di contante, almeno un bancomat e una carta di credito, ma anche un paio di assegni nell’ipotesi che si possano smagnetizzare le carte (con le borse magnetiche da serbatoio può capitare).![]()
Last but not least, c’è da chiarire una cosa: evitare ASSOLUTAMENTE di partire da soli se non si ha un minimo di dimestichezza con chiavi inglesi, cacciaviti, pinze e senza conoscere come funziona una moto sia dal punto di vista meccanico che elettrico. Se non si è da soli, almeno qualcuno deve essere in grado di poter agire su un’emergenza, che sia una candela da cambiare, una fuoriuscita di liquidi, cavi che si spezzano, lampadine che si fulminano.
Premesso che prima del viaggio la moto deve essere pronta a puntino con un tagliando completo (gomme cambiate di recente, cambio olio, candele e liquido di raffreddamento, carburazione, ispezioni varie giusto per il minimo indispensabile), è assolutamente necessario poter intervenire in caso d’emergenza. Quindi bisogna portarsi dietro un set di attrezzi (non basta quello minimal della moto, che va integrato almeno con qualche chiave inglese, un paio di chiavi a tubo, una pinza a pappagallo). Devono trovare posto anche Super Attack, serrafiletti, fusibili, lampadine, cavo elettrico e del nastro adesivo americano (può servire a milioni di cose, per strappi e tagli su abbigliamento antipioggia, sella, tenda, borse, come isolante elettrico, per perdite dalle tubazioni, cerotto d’emergenza per grosse ferite etc). Dovranno trovare posto anche dei fili di ricambio nel caso si spezzino quelli di acceleratore e frizione, con relativo bloccafilo. Da tenere sempre sotto alla sella un paio di bombolette di grasso per catena, da utilizzare ogni 5-600km e sempre dopo la pioggia. Infine è davvero importante che si possa provvedere in caso di bucatura. Evitare come la morte la famigerata bomboletta gonfia&ripara, che spruzza schiuma nella gomma. Permette di proseguire in tempi rapidi, ma dopo la riparazione la gomma sarà da buttare e sarà lungo e faticoso ripulire il cerchione dalla schifezza che la bomboletta spara nella gomma. In caso di viaggio quindi si dovrà cercare un gommista e prevedere una sosta parecchio lunga. Molto meglio un kit forature autovulcanizzante con mastice e funghetti di gomma. Io ne ho preso uno davvero ottimo della
RMS: in una borsetta compatta ci sono tutti gli attrezzi per estrarre il chiodo (o chi per lui) dalla gomma, e regolarizzare il foro. In più contiene 4 microbombolette d’aria compressa con tanto di valvola per gonfiare la gomma dopo la riparazione. Ci sono kit senza aria, meglio spendere quei pochi euro in più che spingere la moto in autostrada per 20-30km fino alla prossima area di servizio!
Per quanto riguarda la cartografia, ho attrezzato Phoenix di una presa accendisigari da esterno, antipioggia, che ho collegato in serie all’anabbagliante. E’ posizionata dietro al faro sotto al cupolino, accessibile ma allo stesso tempo invisibile. In caso di pioggia il cupolino protegge sia la presa che il caricatore USB di ‘Tore il navigatore.
Per concludere, per il viaggio, nell’eventualità (anzi, nella certezza) di dovermi fermare in campeggio, soprattutto per l’andata, ho acquistato una tenda per due molto compatta, ideale per il trasporto in moto, ma resistente a 2500mm di colonna d’acqua. Assieme alla tenda ho portato un immancabile sacco a pelo e un materassino, oltre a una mascherina per dormire.

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