Phoenix

Phoenix è la moto protagonista di questo lungo viaggio. Il nome dice già tanto su di lei.

Phoenix sulle Alpi.E’ una Kawasaki ER-5 del ‘98 acquistata usata circa due anni fa in condizioni pietose. Pur avendo pochi chilometri, poco più di diecimila, il vecchio proprietario la usava saltuariamente lasciandola all’aperto per mesi. Incuria e trascuratezza avevano reso Phoenix un tripudio di ruggine, sporco, malfunzionamenti. Ma il motore era OK, e la carrozzeria non aveva ammaccature o spaccature, quindi poteva essere riportata al suo splendore, per risorgere.

Phoenix è stata quindi sottoposta a una completa (e quando dico completa dico completa!) messa a punto sia estetica sia funzionale, durata circa un anno. E’ stato completamente smontato e rifatto l’impianto frenante, rivisto interamente quello elettrico (non funzionava praticamente nulla, dall’illuminazione ai sensori di frizione e cavalletto, dall’indicatore benzina al clacson). Phoenix era un ammasso di sporco e grasso, solo la pulizia completa ha richiesto più di un mese di lavoro, soprattutto per ripristinare la catena e la trasmissione, che era messa davvero maluccio. Una volta riportata la moto al suo stato “naturale”, sono intervenuto pesantemente sia sulle prestazioni che sull’estetica.

Dal punto di vista estetico ho cambiato frecce, specchietti, cupolino, ho rifatto di nero i foderi degli steli della forcella e di nero satinato i fianchetti pararadiatore, riverniciato le parti logore e lucidato quelle integre. Ho sostituito il manubrio con un Tommaselli con equilibratori a espansione, e aggiunto qua e là dettagli (retine sulle finte prese d’aria, adesivi Kawasaki paraserbatoio, paracatena tagliato al laser etc.). Oltre a queste modifiche, ciò che rende veramente unica Phoenix è il suo fanale posteriore, che rappresenta una fenice stilizzata. Il disegno è stato realizzato da un amico (French) su carta, poi passato a scanner, elaborato con Photoshop e stampato su carta adesiva, per essere poi usato come stencil per la verniciatura a spruzzo.Il mitico fanale con lo stencil…

Per quanto riguarda le prestazioni, Phoenix è stata dotata di un filtro aria racing K&N accoppiato a uno scarico completo Giannelli (a sua volta riverniciato di nero opaco), che… ehm… è stato subito privato del suo silenziatore per permettere al motore di respirare un po’. Per compensare l’aumento di prestazioni e migliorare assetto e frenata, ho irrigidito le sospensioni cambiando olio, spessorando le molle della forcella e sfilando gli steli di 5mm per caricare l’avantreno. Ho poi montato i cuscinetti di sterzo conici che rendono la curva più fluida rispetto a quelli tradizionali. Con questo assetto Phoenix risponde bene a tutti i regimi di gas sia in frenata che in accelerazione, e a dispetto del suo piccolo motore da mezzo litro, riesce a volare, con guidatore e passeggero, oltre il fondo scala del tachimetro, settato a 220Km/h (circa 210 effettivi), e percorre lo 0-100 in 4,3 secondi, sempre in due, misurati tramite GPS.

 Per il viaggio Phoenix è stata adeguatamente preparata, cambiando olio, candele, gomme, controllando i serraggi, la trasmissione, piastre di sterzo, etc. Questo perchè partire all’avventura va bene, ma anche da folli non bisogna essere stupidi.

Dulcis in fundo, per le lunghe percorrenze ho montato sotto al cupolino, quasi invisibile, una presa accendisigari da esterno collegata in parallelo alle luci di Phoenix Wi-Fi.posizione. In questo modo quando la moto è accesa posso usare il caricatore USB del navigatore, montato in posizione strategica sul manubrio tramite la sua staffa, con due blocchi di sicurezza in caso di emergenza. Tra l’altro Phoenix è l’unica moto dotata di porta USB e connessione a Internet tramite Wi-Fi, vedere per credere: :)

 Per questo tipo di viaggio, in genere esclusiva di grosse tourer BMW, la piccola bicilindrica s’è rivelata davvero interessante, soprattutto per una questione di autonomia. Che senso ha infatti viaggiare a 200 fissi se poi ogni tre quarti d’ora bisogna fermarsi a fare benzina? Phoenix invece, su andature regolari e senza esagerare col gas (diciamo sui 130 a 5-6mila giri), ha percorso anche 350km senza andare in riserva, garantendo un’autonomia invidiabile di 400km potenziali. Chiaramente come si sale di giri e di velocità la ragazza beve con entusiasmo e arriva anche a dimezzare autonomia e raddoppiare i consumi… nei tratti più tirati può arrivare a 10-11 al litro con un’autonomia di poco più di 200km.


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