Last day in London
Ultimo giorno a Londra, ma sicuramente il più bello. Grazie alla domenica di riposo di Emanuele, complice il bel tempo, sono stato in giro con lui tutto il giorno a fare un po’ di sightseeing, e a scattare un po’ di foto autoreferenziali e anche un po’ malinconiche. Abbiamo visitato la Tate Modern, anch’essa meritevole. Emanuele è rimasto sconvolto nell’animo dai surrealisti, avvertendone un malessere quasi fisico. Ho scoperto in lui la passione per l’arte moderna, non è mai stato al MADRE a Napoli, mi sono promesso di accompagnarlo a visitarlo quando tornerà in patria. Devo dire che ho pensato molto a Marco, il mio collega di dottorato, che invece non sopporta l’arte moderna, penso che nella Tate si sarebbe incazzato come un’ape 8). E’ stata senza dubbio una visita appagante, ho finalmente visto dal vivo alcune delle opere di Fernand Léger, cubista prima, futurista poi, formalista sempre, che conoscevo bene per il suo straordinario film sperimentale Ballet Mécanique, chi ha letto Cinema come Arte di Bordwell deve conoscerlo bene (e il “deve” non è casuale, capito?).
Fuori alla Tate siamo scesi sulla riva del Tamigi per toccarne le acque sperando di non prendere la malaria, e lì abbiamo scattato un po’ di foto memorabili, tra cui un paio all’enorme scritta NAPOLI RULES che Ema ha scritto sulla sabbia (sì, c’è la sabbia sulle sponde del Tamigi).
Ci siamo trattenuti a bere qualcosa a Riverside, nel Wine District, in una serata piacevole e un po’ malinconica: domani inizierà per me il ritorno a casa, e per lui un periodo di due settimane in cui sarà solo… mi dispiace davvero partire, ma a casa sono preoccupati per me ed è ora che inizi la conclusione di questo bellissimo viaggio. Domani andrò a Parigi, cercherò di incontrare la mia collega dottoranda Valentina che è lì con il ragazzo, e caricherò Phoenix su un treno che mi porterà a Nizza, da cui continuerò la discesa verso casa. Ma a Londra ci torno. E anche presto.



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