Vita londinese…

E’ ormai una settimana che sono a Londra, mi sono ambientato, giro abbastanza autonomamente in moto, dedico la mattinata al turismo e il resto della giornata lo passo o al negozio con Emanuele e Yulli o in giro con Ema. La sera dopo il lavoro la birra pre cena è  diventata un appuntamento fisso, o in uno dei pub della City (il mio preferito è quello a Liverpool Street), o meglio ancora a Covent Garden, che è davvero un luogo speciale, rilassante, non strapieno di turisti come il resto della città. Kensington, Hyde Park, Bishopsgate, sono luoghi davvero notevoli, visitati con il benestare di un cielo plumbeo ma arido.

Sul fronte museale mi ha un po’ deluso il British Museum, devo dire che me l’ero immaginato molto più completo, e invece a parte qualche pezzo d’effetto come la Stele di Rosetta, la mummia di Cleopatra e i fregi del Partenone, non è che sia particolarmente ricco, o comunque non molto di più di un museo archeologico tradizionale come quello di Napoli. Il museo della natura e delle scienze invece mi è piaciuto moltissimo, tipicamente anglosassone, mi ha parecchio ricordato l’omologo Smithsonian a Washington DC, con gli scheletri di dinosauri in mezzo a enormi stanze, il ragazzino che è in me l’ha apprezzato molto. Tanto di cappello invece alla National Gallery.. Botticelli, Raffaello, I Girasoli di Van Gogh… Monet, Picasso, Cézanne, Renoir… e poi il mio amato Caravaggio… Da restare a bocca aperta. Impressionante la Vergine delle Rocce di Leonardo. E’ stato molto interessante vedere dal vivo La cacciata dei mercanti dal tempio di El Greco, un dipinto di cui avevo letto la straordinaria analisi di Sergej Eisenstein nel suo “La natura non indifferente”, inarrivabile trattato sul concetto di estasi nell’arte. Di questo quadro esistono infatti quattro versioni, di cui la più recente è quella esposta alla Nationa Gallery. Per Eisenstein fa parte del periodo pre-estatico di El Greco, e il maestro russo si dice persino irritato dall’opera, pur riconoscendo il percorso di costruzione della frenesia pittorica che si compie con la quarta versione. Secondo Eisenstein, non è un’opera estatica, non “esplode” davanti allo spettatore, ma resta bloccata, trattenuta, invischiata nei vincoli di una composizione composizione che rende la mano di El Greco prigionioniera di se stessa, soprattutto al confronto di opere dello stesso autore che secondo Eisenstein giungono a livelli estatici esplosivi e irrefrenabili, come La resurrezione. Vedere il dipinto di El Greco mi ha comunque creato lo stesso fremito provato nel vedere le stampe delle acqueforti del Piranesi (e in particolare Le prigioni) tanto amate da Eisenstein, che adornano le eleganti pareti dell’Unione Industriali di Napoli dove lavoravo fino a qualche mese fa.

Passando ad argomenti più leggeri, le cene con Emanuele sono qualcosa di massacrante, ci abboffiamo a livelli allucinanti, se durante il viaggio d’andata avrò perso 3-4 chili, in questi giorni a Londra ne avrò messi almeno 6 :) .

~ di Yure su 25 Agosto, 2007.

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